30
Apr
08

ANALISI DEL VOTO A SESTRI LEVANTE: PERCHE’ LAVARELLO HA VINTO

 

Il ballottaggio del 27 e 28 aprile ha visto l’affermazione del candidato di centro sinistra Andrea Lavarello sul candidato di centro destra Giuseppe Janni. Il sindaco uscente e riconfermato ha avuto circa il 60% dei voti espressi mentre a Janni è andato il 40% dei consensi. Fin qui la cronaca. Ma cerchiamo di capire come si sono svolti i fatti, partendo dal risultato della prima votazione, quando oltre ai due citati erano in lizza Giacomo Rossignotti, Vincenzo Gueglio, Ena Porcella, Roberto Santi e Paolo Davini. A Lavarello sono andati circa 6.000 voti, a tutti gli altri insieme circa 6.500. Gli elettori potenziali in città erano, e sono, circa 17.200. Lavarello è stato quindi votato dal 34,5% degli aventi diritto, gli altri qualche punto in più. Considerazione: Lavarello, già con la prima votazione, era un sindaco in pectore di minoranza, nel senso che i due terzi dei cittadini aventi diritto non l’ha votato. Ed è gravissimo.
Quindi, il ballottaggio, quando i votanti sono scesi ancora, tanto che Lavarello ha ottenuto sì il 60% dei consensi espressi appunto dai votanti, (5.900, ancora meno del primo turno) e la percentuale di chi vuole veramente quel sindaco per amministrare la città di Sestri Levante è scesa ancora a circa il 30%. Altro che, come lui stesso ha dichiarato alla stampa, “i sestresi hanno saputo chi scegliere”! In realtà, i sestresi hanno scelto di non votare e neppure un terzo di essi gradisce il sindaco vincente, e con lui il suo entourage. E ciò è ancora più grave. In sostanza, la città dal punto di vista politico e amministrativo è gestita da una minoranza, che non rappresenta per nulla la vera espressione dei cittadini. Anche se ci rapportiamo agli sconfitti del primo turno, per quanto siano gruppi disomogenei, il loro numero complessivo è superiore ai vincenti sia del primo che del secondo turno.
Quanto agli sconfitti (alcuni onorevolmente, come Rossignotti, che pur non avendo alle spalle alcun partito è riuscito a strappare oltre 2.500 voti portando in consiglio comunale tre rappresentanti, altri con pochissimo onore come la Sinistra l’Arcobaleno, la destra e i comunisti), ha pesato sicuramente un errore tattico, specie verso la lista di Rossignotti, considerato alla stregua di un Berlusconi con chissà quali conflitti d’interesse, accreditando una visione conformistica e non comprendendo affatto che essa rappresentava, e rappresenta, l’unica vera novità in un panorama altrimenti piatto; del resto era anche la stessa visione conformistica del centro sinistra. E questo la dice lunga, perché stupidamente non si riesce a vedere da che parte sta il vero nemico. Dunque nulla di nuovo sotto il sole, tranne appunto la lista Rossignotti, non partitocratica né con un occhio, o tutti e due, puntati verso la “logica di partito”, un’espressione terrificante. Peccato; peccato che a Sestri Levante una minoranza governi per i prossimi cinque anni e che la maggioranza, che in consiglio comunale potrà fare ben poco, sia costretta a seguirne l’evoluzione (o, secondo la consideri, l’involuzione).

SANDRO ANTONINI

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