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Mar
08

CALCIOBALILLA

calciobalilla

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1 Response to “CALCIOBALILLA”


  1. marzo 13, 2008 alle 9:51 am

    CIARRAPICO SIMBOLO DEL MARCIO ITALIANO !
    Cresciuto in Ciociaria, fin dalla gioventù è stato un simpatizzante fascista. Negli anni si avvicinò alla corrente andreottiana rimanendo contemporaneamente amico di Giulio Andreotti e del segretario missino Giorgio Almirante. Negli anni Ottanta divenne presidente delle terme di Fiuggi, secondo alcune voci proprio grazie alla mediazione della Democrazia Cristiana[citazione necessaria]. Continuò comunque a stampare i manifesti dell’MSI (la voce più cospicua delle spese di quel partito) nella sua azienda tipografica di Cassino.

    La stessa azienda stampava libri e fascicoli a sfondo revisionista sulla storia, le armi e le forze armate del fascismo (ed in particolare della Repubblica Sociale Italiana) sotto i tipi, tuttora esistenti, della Ciarrapico Editore. Soprannominato in quegli anni il “Re delle acque minerali” proprio per la proprietà delle grandi terme, organizzò un premio internazionale, che vide la presenza del presidente sovietico Michail Gorbaciov, in quegli anni protagonista della perestroika.

    Il lodo Mondadori [modifica]
    Tra le sue “operazioni” più note vi fu anche il suo intervento, sollecitato da Andreotti, nella soluzione del Lodo Mondadori, nel quale fece da intermediario tra Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti.

    In quegli anni facevano parte del suo impero anche diverse cliniche romane, la compagnia di aerotaxi “Air Capitol” e la Casina Valadier a Roma.

    Nel frattempo l’imprenditore portò a termine una delle operazioni per le quali è più ricordato: l’acquisto dell’Associazione Sportiva Roma, conclusosi nell’aprile del 1991. Ciarrapico dovette però lasciare la presidenza nel 1993, a causa della denuncia e dell’arresto per bancarotta fraudolenta.

    Le vicende giudiziarie [modifica]
    Ciarrapico è stato condannato a quattro anni e mezzo di reclusione[1], ridotti in cassazione a 3 anni[2], per gli sviluppi della vicenda «Casina Valadier». Il 18 marzo 1993 è stato spiccato nei suoi confronti un mandato di custodia cautelare: entrato a Regina Coeli il 21 marzo, il 24 aprile dello stesso anno gli sono stati concessi gli arresti domiciliari.

    L’11 maggio viene revocato il mandato di custodia cautelare ma la libertà è breve perché Ciarrapico è di nuovo arrestato e trasferito a Milano, con l’accusa di finanziamento illecito ai partiti. Nel 2000, dopo sette anni, Ciarrapico viene condannato in via definitiva, tuttavia, in ragione della sua età, viene affidato ai servizi sociali.

    Nel 1996 è condannato anche nel processo relativo al crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, in primo grado a 5 anni e mezzo di reclusione, ridotti in appello a 4 anni e mezzo[3]. Successivamente gli sono stati condonati 4 anni, e condannato a scontare gli ultimi 6 mesi in “detenzione domiciliare” per motivi di salute[4]. La condanna è stata confermata dalla Cassazione[5]. Non ha mai risarcito i danni alle parti civili cambiando continuamente residenza.


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