22
Gen
08

NON ABBIAMO BISOGNO

 

Non abbiamo bisogno è l’emblematico titolo di un’enciclica del 1931, ben conosciuta a chi si occupa di storia. Userò le parole che la compongono per tentare di scrivere alcune riflessioni sul momento politico attuale, che inevitabilmente condiziona la vita del paese.
Non abbiamo perciò bisogno di personaggi – e sono molti, quasi la totalità di quelli che formano il mondo politico – che antepongano interessi personali o di categoria agli interessi generali.
Non abbiamo bisogno di chi, con ogni possibile mezzo, ma soprattutto pagato dai contribuenti già vessati da continui balzelli, tenta in primo luogo di perpetuare se stesso, la sua classe, discutendo per mesi e anni, in maniera martellante, di leggi elettorali di tutti i generi, distogliendo dai problemi reali, da ciò di cui la gente ha realmente bisogno.
Non abbiamo bisogno di enti inutili, come le province, mantenute forzatamente in vita perché a nessuno interessa sopprimerle e perché rappresentano in qualche modo serbatoi di consensi, con grave danno alla spesa pubblica.
Non abbiamo bisogno di una classe politica alla corda, decadente, che mostra ogni giorno di più il profondo abisso che la separa dal paese reale.
Non abbiamo bisogno di politici che non condividano un disegno etico, che non posseggano abbastanza cultura, cui difetta l’altruismo, che non siano disposti ad abolirsi i privilegi, che se ne fregano dei cittadini.
Non abbiamo bisogno di arrivisti, ambiziosi, furbetti, clientelari, voltagabbana, purtroppo ormai dilaganti nella palude in cui viaggia la scricchiolante barca della politica italiana; né del sottobosco infido e pauroso che trae alimento da questi.
Non abbiamo bisogno di leggi ingiuste e scellerate, come quella che prevede il finanziamento ai giornali (facendoci assistere ad una riedizione del Minculpop), o quella che finanzia i partiti, dopo che i cittadini hanno espresso la loro contrarietà in un regolare referendum.
Non abbiamo bisogno di pagare stupide quanto impopolari tasse (ICI sulla casa di abitazione, quando già sulla casa stessa si paga una tassa allo Stato; canone RAI, che non si differenzia in nulla dalle televisioni private – basta guardare la quota sulla pubblicità – e ci propina, tra l’altro, una marea di giochi e giochini alquanto imbecilli, o “balletti” quotidiani di politici che danno il voltastomaco, IRPEF comunale e regionale, quando già si paga l’IRPEF nazionale) che possiamo considerare una vera e propria estorsione.
Non abbiamo bisogno di politici condannati che si atteggiano a vittime, quando la vera vittima è il cittadino, impotente, inerme e indifeso di fronte a questi assurdi.
Abbiamo invece bisogno di politici che, senza perifrasi, considerino il solo interesse generale.
Abbiamo bisogno di politici che “vadano” davvero verso il popolo, che la smettano di parlarsi addosso, e di parlare a vanvera.
Abbiamo bisogno che si riduca seriamente la spesa pubblica – per esempio cominciando ad abolire le province – per ridurre seriamente le tasse.
Abbiamo bisogno di persone etiche, preparate, capaci, legate alla gente, che perseguano il bene comune e non il proprio.
Abbiamo bisogno di segnali concreti: abolizione del finanziamento a giornali, partiti, enti e sottoenti, soppressione degli enti stessi, di riqualificazioni professionali, che i politici paghino in prima persona.
Abbiamo bisogno di pagare meno tasse, di una revisione dell’iniquo sistema fiscale, di eliminare le ingiustizie macroscopiche: ICI sulla prima casa, canone RAI, IRPEF comunale e regionale.
Abbiamo infine bisogno di una rigenerazione della classe politica, di persone che non abbiano “le mani in pasta”, che pensino davvero di essere, come sono, a “libro paga” dei cittadini e che la smettano di propinarci sorrisi cretini quando si trovano dinnanzi ad una telecamera. Vogliamo che gli attuali politici scendano dal piedistallo su cui si sono autoinstallati e che provino, per una volta, che significa far quadrare i bilanci quando si dispone di pochi euro al mese. Vogliamo che la smettano di rompere le scatole a chi un tempo credeva in loro: ormai, sono solo tollerati. E ancora per poco.
SANDRO ANTONINI

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2 Responses to “NON ABBIAMO BISOGNO”


  1. gennaio 23, 2008 alle 8:09 pm

    Se la chiesa cattolica costa allo Stato Italiano qualcosa come quattro miliardi di euro all’anno, non conosco l’onere delle Province…
    se condivido e sottoscrivo la riflessione di Antonini,ho qualche perplessità nell’annoverare tra le priorità dello spreco le province, (che -concordo -sono da abolire come le comunità montane ecc )ma temo di più la mafia al potere .La mafia delle banche,delle multinazionali,dei criminali al potere che legittimano il ritorno della schiavitù.

  2. 2 Marilde Longeri
    gennaio 24, 2008 alle 5:37 pm

    Concordo con certi assunti di Sandro Antonini e totalmente con Edoardo…

    Ma, per portare ETICITA’ vera e reale in questo nostro paese colluso, trivellato, bombardato da tutte le mafie del mondo…, al Potere forse bisognerebbe eleggere dei NEONATI…
    Neonati… non ancora “rincretiniti”/mercificati dalle brave famiglie italiche così pie… così inginocchiate per comodo e opportunismo… alla chiesa cattolica e ai poteri onnipresenti e occulti nelle loro faziose emanazioni… citati da Edoardo…
    Ma come rendere “etici” i singoli cittadini e i singoli che ci governano??
    QUALE LA FORMULA???
    CHI DI LORO NON “HA LE MANI IN PASTA”??
    COME SCONFIGGERE LA MAFIA AL POTERE O ANCORA MEGLIO IL SISTEMA MAFIOSO CHE SI ESTENDE SU TUTTA LA SOCIETA’ DAL MICRO AL MACRO?

    Se non troviamo una nuova strada…. siamo destinati a perire…
    CERCHIAMOLA!!!


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