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L’OLIMPO

    M’è capitato di trovare in fondo ad un cassetto una lettera vecchia di  un quarto di secolo ;  ho deciso di riproporla   per tentare di favorire una riflessione sugli ismi figurativi, sulle avanguardie. Finisce il secolo. E’ tempo di bilanci : che fine hanno fatto le avanguardie, gli dei dell’Olimpo ? Chi si ricorda più dell’Olivetti lettera 22, la carta a carbone, la gomma  tonda, rigida  e sottile per le correzioni.. Ma come si fa a rimpiangerle ?Forse si rimpiangono gli anni in cui  i tecnigrafi  connotavano gli studi professionali e i computer si chiamavano calcolatori. Forse si rimpiangono gli anni venti, non quelli del proibizionismo, quelli dell’ontogenesi.  Ho trovato una lettera d’addio dal Politecnico di Milano di un giovane ricercatore che, dopo dieci anni lasciava la facoltà, proprio  nel giorno dell’happening di  Carol Rama, dea dell’Olimpo.     L’OLIMPO

Che cos’è.

L’Olimpo è un monte  fatto a piramide. Sembra uguale agli altri, ma è speciale.

E’ il luogo dove si riunisce la minoranza che è sempre più avanti, più acuta, più sveglia, più attenta, più sensibile, più intelligente, più bella.

La minoranza stupenda.

La minoranza che vive meglio, con gusto, che vive proprio come non vivono gli altri.

Nell’Olimpo si può tutto. Tutto è permesso, mentre è negata la rinuncia.

E io che  sono stato svezzato con la rimozione, se mi capita di star  bene, temo che il relativo benessere sia dovuto alla sonnolenza della sublimazione.

L’Olimpo è uno stato.

Ci sono quelli che possono farne a meno. Altri no.

Ci sono quelli che ci sono nati dentro, nell’Olimpo.

Ci sono quelli che riescono a raggiungerlo, il monte fatto a piramide. Altri no.

Ci sono quelli che possono farne a meno. Gli altri devono.

Pochi sono gli eletti.

Pochi sono gli eletti. I divini attori, amati, stimati, invidiati, considerati : è il massimo.

Lui dice che io ci sono,

ma io so che non è vero.

La stessa persona può essere collocata nell’Olimpo da altri e contemporaneamente sentirsene profondamente esclusa.

Ma allora “essere considerato” non è più il massimo. Dipende  da chi mi considera 

( e desidera) .

 Il narcisismo.

“sei stupendo perché dici altrettanto di me”

E’ bravissimo (Albini) perché sono stato suo allievo, oppure era già bravo prima ?

Ma lo sarebbe stato comunque ?

E’ sempre un po’ celebrare sé stessi.Operazioni gratificanti.

O sei come me o sei contro di me.

Chi mi  ama mi segua ( che ti precedo io).

Gli dei hanno bisogno di fedeli, di seguaci e di gregari.

E il seguace di buona volontà sopportato (fa quello che può) vorrebbe cambiar aria. Cambiar Olimpo ?

Nell’Olimpo sono tutti immortali. Né mediocrità, né dolore, né noia.

Il piacere di sovrastare, di saperne di più, di anticipare.

Il piacere di tutto  ciò che sa di sofisticato, ricercato, un po’ esclusivo.

Il piacere di stupire, di dar scandalo, meravigliare, contraddire, affermare, negare, affermare se neghi, negare se affermi e poterlo anche sostenere.

Condurre il gioco dei cervelli.

Il piacere di ritrovarsi in pochi, nella consapevolezza di essere i migliori e gli unici.

L’esempio : l’amore per Tizio.

Sono nell’Olimpo se penso alle lampade che prevalgono nei negozi di elettrodomestici.

E non lo sono più se entro in un qualsiasi  showroom De Padova o Artemide.

Per ritrovare  l’Olimpo ci vuole la lampada nuda (che brivido) .

L’Olimpo si sposta sempre più in là.

E non lo raggiungo, e se riesco poi fugge.

L’Olimpo  esiste perché mi fa soffrire.

E se invece fosse solo allucinazione, fantasma, ectoplasma ?

Il paradiso.

Allora potrei forse fare a meno degli altri, i divini dell’Olimpo, ora,

ma non rinunciando all’investitura che verrà.

Olimpo / i

L’Olimpo è uno solo oppure ce ne sono tanti ?

Ci possono essere più Olimpi ma non credo all’olimpiade che ritorna ogni quattro anni.

Se perdo non potrò ritentare. E poi gli Olimpi non sono tutti uguali.

Tanti Olimpi, come le corporazioni, gli ordini, i sindacati, i partiti, i circoli, i clan, le famiglie, i bordelli, le parrocchie, le scuole, gli ismi, le mode.

Volevo tutto, volevo scegliere e cambiare.

Tutto non lo posso avere. Tutto è pericoloso. Devo accontentarmi .

Scegliere o essere scelto. Ormai non posso scegliere che dettagli, che piccole cose.

Il gioco è già fatto.

Il piacere solitario .

Leggere. Da solo.

La musica. In cuffia.

Dipingo . Per me.

L’Olimpo è follia. L’Olimpo è incertezza.

L’Olimpo non esiste e.. l’uva è ancora acerba.

Come l’erba del vicino che è sempre più verde.

Olimpo o non Olimpo ?

Dorian Gray

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1 Response to “L’OLIMPO”


  1. maggio 7, 2013 alle 10:59 am

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